Il primo nucleo di opere risale agli inizi del 1800, quando, tramite asta pubblica, entra nel patrimonio Torlonia la collezione dello scultore Bartolomeo Cavaceppi (1717-1799), il più celebre restauratore di statuaria antica del Settecento.
Su questo primo nucleo la Collezione Torlonia era destinata ad accrescersi ulteriormente nel corso del secolo: entrano così nei beni Torlonia l'Hestia Giustiniani, ma anche il c.d. Eutidemo di Battriana, e soprattutto la straordinaria serie dei busti imperiali e dei ritratti.

In parallelo procedono e si intensificano, nella seconda metà dell’Ottocento, i rinvenimenti archeologici dalle numerose proprietà suburbane della famiglia, spesso coincidenti con antiche residenze di età imperiale (scavi di Roma Vecchia sulla via Latina, della Villa di Massenzio, della Villa dei Quintili, di Porto, per ricordare i più celebri).

Alla fine dell’Ottocento la collezione conta ormai un numero straordinario di marmi antichi, "un immenso tesoro d'erudizione e d’arte ammassato nel silenzio", come lo definirà P. E. Visconti all’inizio del suo Catalogo (1876).

Tale eccezionale stratificazione consente di ‘leggere’ le collezioni del Museo Torlonia come un potente spaccato storico che riflette la storia del collezionismo di antichità in Roma e in Italia, fil rouge scelto come asse portante della mostra stessa.

Scopri la storia della collezione Torlonia www.fondazionetorlonia.org